Il mio viaggio in India mi porta ad Agra, una delle mete più famose e imperdibili. Ogni anno milioni di turisti si recano in questa città per ammirare quella che è considerata una delle “7 Meraviglie del mondo moderno”: Sua maestà il TAJ MAHAL.
Sono sempre stato abituato a vederlo sulle riviste, sulle foto delle agenzie viaggi, sui video di TikTok ed Instagram. E non mi sono mai più di tanto interessato alla storia di questo monumento, che non è legata ad un concetto politico o di potere, ma ad un sentimento umano, l’amore.
LA STORIA DIETRO IL MAUSOLEO
La costruzione del Taj Mahal ebbe inizio nel 1632, per volere dell’imperatore moghul “SHAH JAHAN” che desiderava commemorare e rendere onore alla sua moglie preferita “MUMTAZ MAHAL” venuta a mancare l’anno prima durante il parto del loro 14° figlio.



Per la realizzazione di questo magnifico mausoleo ci vollero 21 anni, vennero impiegati più di 20 000 lavoratori, recuperando i migliori materiali da tutto l’impero. Ci vollero poi altri anni per completare tutto l’immenso complesso di edifici, giardini e piscine disposte attorno al Taj Mahal secondo un ordine logico e spiritualmente adeguato, per far sembrare questo sacro luogo il paradiso.
UN’OPERA D’ARTE IN OGNI DETTAGLIO
La particolarità che mi affascina di più dell’arte e architettura indiana è sicuramente la sua minuziosa cura dei dettagli, e il Taj Mahal ne è un esempio perfetto:
- La struttura principale è realizzata interamente in marmo bianco che riflette la luce del sole creando incredibili giochi di colore sulla sua superficie, facendo apparire il monumento diverso a seconda delle ore della giornata;

- Le pareti dei vari ingressi sono decorate da iscrizioni in lingua araba, principalmente tratte dal Corano: queste lettere aumentano gradualmente di dimensione man mano che si sale verso la parte superiore dell’edificio, creando un effetto ottico che le fa sembrare tutte della stessa grandezza agli occhi di chi le osserva dal basso.


- I motivi floreali che decorano il mausoleo sono realizzati tramite due diverse tecniche artigianali:
- Bassorilievo= scolpiti direttamente sulla superficie del marmo, creando dei delicati rilievi;
- Intarsio= ottenuti mediante l’inserimento di minuscoli frammenti di pietre preziose nel marmo bianco, a mio parere il più incredibile;



- All’interno della camera funeraria dalla forma ottagonale, il cenotafio di Mumtaz Mahal si trova esattamente al centro. Inizialmente il mausoleo era stato concepito solo per lei, ma alla sua morte l’imperatore Shah Jahan volle che le sue spoglie fossero deposte accanto a quelle della moglie; la sua sepoltura quindi creò l’unica grande asimmetria nell’armonia interna del monumento.
QUANDO TUTTO IL RESTO SCOMPARE
La mia esperienza con l’India in certi momenti si è rivelata “un po’ troppo forte”, principalmente per via del suo essere super caotica (e di una intossicazione alimentare acuta), ma quando mi sono trovato davanti al Taj Mahal, alla sua grandezza, eleganza e maestosità mi sono dimenticato di tutto il resto; di solito questo tipo di sensazioni mi succedono davanti a bellezze naturali, quali un paesaggio, una cascata, una foresta, un cielo stellato, un mare infinito, e raramente con costruzioni “fatte dall’uomo”. Penso che questo sia il miglior modo per farvi capire quello che per me è stato il Taj Mahal, un monumento che unisce l’architettura e un’incredibile storia d’amore eterna.

P.S.: comunque non so quanto sia stato incredibile e maestoso per quei 20 000 lavoratori che si sono spaccati la schiena per più di 20 anni….
Luca Fabbri

Rispondi