Viaggiando per il Sud-est Asiatico, ho incontrato backpackers di tutte le età, singoli o in coppia. L’età media è compresa tra i 18 e i 30 anni, ma non è poi così difficile trovare persone anche più grandi che fanno viaggi a medio, lungo termine. Tra le varie tipologie di coppie, quella con i figli piccoli è senza dubbio la più rara. Tanto che trovarla a volte ti garantisce un premio speciale. A parte gli scherzi, fare un viaggio con figli piccoli risulta molto spesso difficile e quasi impossibile.
Ma è davvero così complicato viaggiare con i figli?
Molto spesso le coppie con figli, specialmente piccoli, smettono di viaggiare: non perché non vogliono più farlo, ma perché temono che il viaggio non sarà più come prima. E proprio per questo si vedono costretti a rinunciarci. Ma a cosa si sta davvero rinunciando? Ad un viaggio come lo si faceva prima, o un viaggio diverso sì, ma con i propri figli?
Paulien and Pim
Durante un tour in barca per le isole della Thailandia ho avuto l’opportunità e la fortuna di conoscere Paulien e Pim, una giovane coppia olandese che con i loro due figli Manou e Teddy (4 e 2 anni) stavano viaggiando per il Sud-est Asiatico da circa due mesi. Entrambi avevano una bella energia positiva e contagiosa, al che per me è stato ancora più facile attaccare bottone e conoscere i miei nuovi compagni di viaggio. Naturalmente la mia curiosità ha preso il sopravvento e non ho potuto fare a meno di chiedere loro cosa significhi davvero viaggiare con dei figli. Pim, il papà, mi ha spiegato che, quando si prende una decisione del genere, le persone tendono a soffermarsi soprattutto sugli aspetti negativi: il tempo, i soldi, la fatica. Si pensa che sia complicato, che sia uno spreco di energie e risorse per qualcosa che, con dei figli, diventa inevitabilmente più difficile.
“Non è facile”, mi ha detto. “È un viaggio diverso. Rinunci ad alcune esperienze, è vero. Ma lo fai consapevolmente, perché sai che ne vivrai altre che altrimenti non avresti mai fatto”.
Questa frase mi ha fatto riflettere.
Non si tratta di rinunciare al viaggio, ma di accettare che sarà diverso da quello che faresti da solo o in coppia. Non è meno intenso, non è meno autentico: è semplicemente un altro modo di viaggiare.
Paolien, la mamma, mi ha fatto notare inoltre che in una coppia si è sempre in due. Ci si alterna, ci si aiuta e si trova un equilibrio.

Questa famiglia mi ha aperto il cuore, con la felicità e la leggerezza che emanava.
Nelle difficoltà si sostenevano, sorridevano e non smettevano di godersi il viaggio.
Un viaggio diverso, forse più complesso, ma incredibilmente ricco e pieno di esperienze che, da soli, non avrebbero mai vissuto.
Non un limite, ma un’occasione
Siamo abituati a pensare che viaggiare con i figli sia un limite, un ostacolo, quando in realtà è un’occasione di crescita per tutta la famiglia. Sono momenti speciali, unici, che per quanto possano essere difficili rimangono comunque indimenticabili.
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